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feb 14

Posted on martedì, febbraio 14, 2012 in indipendenza
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feb 14

Che cosa affligge il popolo Sardo.

Posted on martedì, febbraio 14, 2012 in indipendenza

Fondamentalmente sono due malattie tipiche della Sardegna , e senza sorta di smentita penso che  facciano parte del nostro DNA.

La prima è sicuramente il favismo
Gli individui fabici devono assolutamente evitare di ingerire fave e assumere alcuni farmaci, si diventa di colorito giallo è la metà dei globuli rossi viene distrutta, i sintomi si manifestano all’improvviso  nelle 12/48 ore dopo l’assunzione di fave o farmaci, se non si interviene rapidamente con trasfusioni di sangue, il paziente potrebbe morire di collasso cardio circolatorio.
Il favismo è presente in tutto il bacino del mediterraneo, sopratutto in Sardegna, e che in passato fu colpita dalla malaria, in quanto i globuli rossi malati sono particolarmente resistenti all’infezione dei plasmodi malarica.
Un team di ricercatori dell’Università di Sassari ha recentemente scoperto che molti sardi ultracentenari hanno qualcosa in comune con  la mancanza di un enzima, denominato G6PD), il cui scopo principale è quello di favorire il metabolismo del glucosio.
potrebbe esistere un gene della longevità, al momento ancora sconosciuto, che interagisce con il favismo. La Sardegna ha detenuto, fino all’anno scorso, il primato di ospitare l’uomo più vecchio del mondo, morto tre settimane prima di compiere 113 anni!
A questo punto si potrebbe dire non tutti i mali vengono per nuocere, ma! Un momento c’è ancora la seconda malattia da discutere.
La seconda malattia tratta l’auto colonialismo, questa malattia ha alcune cose in comune con la prima una di queste è che non esiste l’antidoto, però a differenza della prima si potrebbe debellare pur non conoscendo l’antidoto, perché se la prima danneggia i globuli rossi, la seconda danneggia il cervello, e pur vero che il colonialismo c’è lo tiriamo dietro da qualche millennio, passando di mano in mano con i diversi popoli invasori, poi ci siamo affidati agli Italici avendoci convinti che noi facevamo parte di loro, insomma come fratelli, e da quel momento che il popolo veniva contagiato
da questa strana malattia che apparentemente sembrava non causare danni in quanto non agiva sul cambiamento esteriore delle persone, ma agiva all’interno devastando il cervello al punto tale da far perdere auto stima e dignità, una sorta di dipendenza dall’Italico, e non si può certo dire come nel primo caso che tutti i mali non vengono per nuocere perché in questo caso nuocciono e anche tanto.
Ora rimane da chiedersi , ma come guarire!
La soluzione è riacquistare la propria autostima, come!
Una soluzione potrebbe esser quella di ritornare ad essere SARDI e riacquistare la consapevolezza del proprio valore, e se per caso non ci si riesce da soli, bisogna farsi aiutare, e in questo caso penso che possa essere opportuno organizzare delle comunità di disintossicazione, un po’ come quelle per uscire dal tunnel della droga, pur sapendo che in questo caso il tunnel è molto più lungo e buio, abbiamo comunque il dovere di provarci.

dic 12

ALTERNATIVA AL PETROLCHIMICO

Posted on lunedì, dicembre 12, 2011 in AMBIENTE LAVORO E TERRITORIO

Già, anche io penso che il titolo sia molto fantascientifico, sopratutto in considerazione di quello che è stato fatto e proposto negli ultimi quindici anni, si perchè è da almeno quindici anni che teniamo in vita un malato terminale, direi che si tratta di accanimento terapeutico.
Nessuno vuole più questo stabilimento, la percentuale di malati di cancro in Città è spaventosa, gli stessi proprietari non vedono l’ora di togliere le tende, un gruppo di disperati che si ostinano a volerlo tenere in vita per non perdere la professionalità (non ho mai capito quale)
Io credo che qua non si tratta di professionalità ma piuttosto di uno stipendio che sta mancando e non esistono alternative.
Si parla tanto di chimica verde, penso che con molta abilita ci stiano prendendo in giro anche questa volta, insomma cosa succederà quando metteranno i lavoratori in cassa integrazione per mancanza di biomasse da bruciare, molto semplicemente ci proporranno di bruciare la mondezza di Napoli o di altri luoghi, e forse questa è la cosa meno fantasiosa quindi per il momento non mi sembra una buona alternativa, o almeno fino a quando non ci sarà più chiarezza.

E Allora? Certo si potrebbe pensare alla pesca, ma anche li penso che chi ci lavora non abbia tanto da pescare, e a poco credo che servano i fermi biologici da 45 giorni, forse si potrebbe magari organizzare meglio lasciando per un anno intero il 50% del golfo in fermo biologico e l’anno successivo cambiare, però non credo che i nostri amministratori siano in grado di poter organizzare una cosa così complessa.

L’agricoltura e allevamenti, Qua la soluzione forse la potevamo avere a costo zero, solo se i nostri amministratori fossero stati un po’ più attenti è avessero barattato le serre sotto i pannelli fotovoltaici a favore del territorio, e utilizzando colture fuori suolo si potrebbero utilizzare anche quei terreni piuttosto inquinati, oppure capannoni per il ricovero animali e foraggio e dare la possibilità di incrementare la produzione di carne dal momento che la carne che si consuma in Sardegna buona parte arriva da fuori.

La commercializzazione, non sarebbe un problema se ci fosse competitività, come? Semplicemente defiscalizzando le produzioni agricole che si produrranno in Sardegna e si consumeranno in Sardegna, certamente defiscalizzando le produzioni agricole si penserebbe di danneggiare lo stato, io penso il contrari, basta pensare a tutti i denari di assistenzialismo e ai contributi delle multi nazionali che lo stato spende per mantenere posti di lavoro, credo che potrebbe essere un modo per rilanciare l’economia in Sardegna ed uscire da questa classificazione di sottosviluppo.

La fantasia del mio pensiero sta solamente nel pensare che i politici che amministrano i nostri territori possano comprendere soluzioni così semplici, o forse le anno pensate anche loro ma, non avendo interessi personali non vengono neanche prese in considerazione.
Chi lo sa!

dic 1

AMMINISTRATTORI INCAPACI O FURBI?

Posted on giovedì, dicembre 1, 2011 in AMBIENTE LAVORO E TERRITORIO

Oggi al risveglio in un video http://www.youtube.com/watch?v=zVhVkXTOsnY ho visto l’inaugurazione dell’impianto fotovoltaico più grande d’Europa realizzato a Villasor.

La visione di questo video mi ha fatto riflettere, il mio pensiero è andato a quello che si sta realizzando nella Nurra (SS) da parte della E.ON, ci sono due aspetti negativi che non mi danno pace e per quanto io mi possa sforzare non trovo le motivazioni che hanno spinto i nostri amministratori ad autorizzare questi impianti.

La prima motivazione è: Non capisco perchè questi impianti non sono stati realizzati nei terreni ex nuova SIR, più precisamente i terreni che vanno dal confine petrolchimico a fiume santo, è noto l’inquinamento di quei terreni, ed è anche scontato che non potranno essere riconvertiti a nessuna attività turistica o agricola per qualche migliaio di anni.
In questo caso le amministrazioni locali non sono state molto attente o forse sono state molto attente a fare gli interessi di qualcuno e non del territorio.

La seconda motivazione é: Secondo me molto più grave, che mete in risalto la vera incapacità di amministrare il territorio in favore della comunità, pensando sopratutto allo sfruttamento di quel poco che abbiamo.
Al momento nel territorio c’è una situazione di malessere dovuta alla scarsa occupazione ogni giorno si perdono posti di lavoro, e pertanto penso che uno dei problemi prioritari da risolvere sia proprio nell’inventarsi quella alternativa al petrolchimico, alternativa che è ormai qualche decennio che se ne parla ma che non si trova.

Questa poteva essere un’alternativa, sarebbe stato sufficiente concordare con E.ON le concessioni e fare in modo che da queste installazioni anche il territorio potesse averne dei vantaggi, una soluzione poteva essere che sotto i pannelli ci costruivano delle serre, le serre date per vent’anni alle amministrazioni e con dei bandi seri (e non i soliti imbrogli) potevano essere affidate a società agricole del territorio, organizzando la gestione tecnica con l’agenzia LAORE i quali avrebbero trasferito le tecniche di coltivazione appropriate, e tutto questo avrebbe creato almeno 100 posti di lavoro.

L’impianto così come lo stanno realizzando non ha nessuna prospettiva economica per il territorio se non per i soliti falsi benefattori, che altro non sono che dei lestofanti

nov 29

TRIATHLON PORTO TORRES 2011

Posted on martedì, novembre 29, 2011 in sport
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NON HO TROVATO ALTRO MODO PER SOPRAVVIVERE ALLA SITUAZIONE DI STRESS QUOTIDIANO

nov 29

FOTOVOLTAICO EON

Posted on martedì, novembre 29, 2011 in AMBIENTE LAVORO E TERRITORIO

Oggi è una di quelle giornate strane dove manca anche la speranza, la speranza è un sentimento molto diffuso a Porto Torres (in realtà non c’è rimasto altro) purtroppo la speranza quasi sempre viene disillusa, per colpa dall’avidità di alcuni personaggi e delle false promesse di altri.

Negli ultimi anni la popolazione si lamentava in continuazione perché un noto imprenditore faceva man bassa sugli appalti di un noto stabilimento del territorio (comunque occupando solo personale locale). La parola d’ordine era “ bisogna farla finita, non può lavorare solo lui, non è giusto, etc etc”

Un noto personaggio dello stabilimento in questione, che proprio tanto scemo non è, a fiutato subito la disperazione popolare e quindi a messo in atto un piano per un’ulteriore risparmio sui costi del lavoro, (costi già ridotti all’osso)

La cosa che mi rattrista è che sto personaggio non ha messo in atto una strategia complicata, tutt’altro, ha utilizzato un sistema idiota vecchio di circa mille anni, ha creato un conflitto fra poveri, facendo credere che anche loro erano stanchi dell’imprenditore in questione, quindi aizzando le masse ad organizzarsi, costituendosi in consorzi e associazioni di ogni genere.

Tutti organizzati, tutti pronti, in attesa dell’appalto miracoloso, appalto che arriva puntuale . Ma!! cambia tutto, nuove regole, non possono più partecipare consorzi ma aziende singole, con fatturati di…… con certificazioni di….. insomma con caratteristiche proibitive per quelle aziende che speravano nella forza del gruppo.

Allora la guerra si riduce a pochissimi partecipanti, i quali quando si rendono conto di non potersi battere, si accordano e si dividono la torta.

La morale di tutto questo e molto semplice, ma sopratutto molto antica, pensate già nel medio EVO succedeva che alcuni popoli per combattere il tiranno di turno si accordassero con un altro apparentemente più buono, ma finiva sempre che si accordavano ed il popolo si ritrovava con due tiranni e con doppie tasse da pagare.
E come diceva il buon Manzoni “Col novo Signore rimane l’antico”

Alla luce di quanto sopra, da imprenditore decido di chiedere di essere inserito nella nell’elenco fornitori, “dato che i consorzi non servono più a nulla”, e puntualmente mi rispondono dalla sede centrale, per la precisione il direttore degli acquisti, il quale mi comunica che a partire dal 1 Febbraio 2011 le regole sono ulteriormente cambiate, suggeriscono un sistema oggettivo e non discriminatorio (Detto da loro fa quasi paura) Quindi ci invitano ad iscriverci ad una società di loro fiduccia per gestione fornitori, tale iscrizione per un’azienda con fatturato inferiore a € 500.000,00
annui e di € 550,00 + IVA. Io personalmente credo che abbiamo superato ogni limite, questa è l’ennesima dimostrazione della poca considerazione che hanno di noi Sardi, Insomma per farla breve io interpreto questa trovata di stampo mafioso e il costo dell’iscrizione una sorta di PIZZO.
E pur vero che la Società in questione non è lo Stato, pertanto essendo privata può fare quel che vuole e non deve certamente rendere conto a me come organizzano i loro appalti, però e anche vero che questi Signori arrivati da un altro continente si sono insediati nel nostro territorio ottenendo di tutto e di più con la sola promessa di posti di lavoro, posti di lavoro che puntualmente diminuiscono.

Basta pensare all’ultima fregatura, ci siamo fatti fregare anche stavolta, con la storia dell’energia pulita stanno riempiendo la Nurra di pannelli fotovoltaici (che non è proprio un bello spettacolo) per fare tutto ciò si hanno portato tutte le strutture da fuori e alle imprese locali hanno riservato il solo posizionamento dando la possibilità di impiegare qualche decina di ragazzi per due mesi, fra due mesi tutti a spasso come prima, e il risultato sarà che produrranno energia nel nostro territorio con un sistema ad occupazione zero, continueremo a pagare bollette super salate e gli utili andranno altrove e noi avremo un territorio ormai compromesso, e non è finita fra vent’anni quando questo impianto non sarà più produttivo ci ritroveremo un territorio di rifiuti non facili da smaltire e sarà cosi perché, tutto ciò è già successo con il petrolchimico, quando sarà il momento di parlare di bonifiche anche in questo caso si inventeranno alternative di fumo con promesse di posti di lavoro a spalare fumo.
Io penso che serva un po’ di riflessione da parte nostra, insomma questi vengono nel cortile di casa nostra fanno i loro bisogni e non puliscono, e penso anche che sia arrivato il momento di dire BASTA Non credo che sia questo il futuro che ci meritiamo.

Gavino Petretto